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Corsi di formazione per il 118: inchiesta per presunta concussione, quattro indagati

BRINDISI – Finiscono sotto la lente di ingrandimento dei militari della Guardia di Finanza, alcuni corsi di formazione per gli operatori del 118, organizzati tra Lecce e Brindisi. La Procura salentina, al momento, ipotizza la concussione e per consentire lo svolgimento di ulteriori verifiche ha notificato gli avvisi di proroga delle indagini nei confronti di quattro persone.

Gli indagati

Le informazioni a scopo di garanzia sono state recapitate a: M. S., 64 anni, residente a Lecce, in qualità di dirigente responsabile del servizio 118, presso l’ospedale Vito Fazzi del capoluogo salentino; C. S., 60 anni, di Lecce, in veste di responsabile di Medicina del lavoro nello stesso ospedale; P. C., 61 anni, di Brindisi, e A. P., 44 anni, residente a Carmiano. In tal modo, essendo a conoscenza dell’esistenza di un fascicolo d’inchiesta, potranno intervenire nelle forme, nei modi e nei tempi previsti, partendo dalla nomina di un difensore.

Si tratta, infatti, di un passaggio necessario da parte del pubblico ministero della Procura di Lecce, Roberta Licci, titolare delle indagini, dal momento che sono scaduti i primi sei mesi di accertamenti e si rendono indispensabili nuove verifiche che potrebbero riguardare le posizioni dei quattro rispetto all'ipotesi di lavoro investigativo. I quattro non sono mai stati avvisati in precedenza, non essendo stati compiuti atti irripetibili per i quali era obbligatoria l'informazione di garanzia. Nelle prossime settimane si continuerà con l’acquisizione di documentazione, sia su carta che su supporti informatici, che attraverso l’ascolto di persone ritenute informate dei fatti.

L’inchiesta

A quanto di apprende, i militari del Nucleo di polizia Tributaria avrebbero iniziato a lavorare partendo dal contenuto di un esposto firmato, arrivato al comando di Lecce nel 2014. A presentare la nota sarebbero stati i responsabili di un’associazione del 118. Nella denuncia sarebbero stati ricostruiti alcuni episodi legati ad affidamenti di corsi di formazione, allegando una serie di interrogativi. Domande che, evidentemente, i finanzieri hanno ritenuto meritevoli di approfondimento, procedendo quindi alla trasmissione della relativa notizia di reato in Procura.

L’ipotesi di reato

Fino a questo momento, sarebbero state ipotizzate condotte rientranti nella fattispecie di reato della concussione, tenuto conto del possibile coinvolgimento di pubblici ufficiali. Null’altro si sa. Anche perché gli avvisi di proroga si limitano all’informazione sull’esistenza di un’inchiesta (con relativo numero di iscrizione nel registro generale) e della condotta ipotizzata, con indicazione dell’articolo del Codice penale corrispondente. Non c'è altro.

 

Qualcosa in più, potrà essere nota alla scadenza della proroga dei sei mesi, quindi non prima della fine del prossimo ottobre. A quel punto, il pubblico ministero potrà decidere se gli elementi raccolti nel frattempo sono tali da chiudere l’inchiesta o se, al contrario, si rendono necessari, ulteriori approfondimenti.

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