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INTERVISTA A MARIELLA PUNGENTE

 

  1. Lei è una delle consigliere più giovani, come si sente ad avere una funzione pubblica così importante?

 

La ringrazio innanzitutto per l’opportunità che mi sta dando. Non le nascondo la sorpresa che ho avuto quando, subito dopo lo spoglio, ho visto di aver ricevuto 205 voti. Per una ragazza di 25 anni e alla prima esperienza è un risultato importante, sta ad indicare che 205 persone hanno riposto fiducia in me e nelle mie potenzialità, e questo non può che rendermi orgogliosa ma nello stesso mi agita, perché, anche nel mio piccolo, spero di non deludere nessuno. Io metterò tutto il mio impegno e sono sicura che insieme a me lo farà l’opposizione tutta.

 

  1. Lei fa parte di un gruppo di opposizione, come crede di poter contribuire alla buona amministrazione della cosa pubblica?

 

Anche facendo parte di un gruppo di minoranza si può contribuire a far sì che gli amministratori di maggioranza, talvolta distratti da problemi di natura politica, possano svolgere il compito che i cittadini hanno assegnato loro e cioè fare in modo che il paese cresca. Inoltre, anche l’opposizione può dare suggerimenti per una buona amministrazione; suggerimenti, che se destinati ad un’ampia platea di cittadini, può essere presa in considerazione dalla maggioranza senza alcun pregiudizio. Ad esempio, i giovani oggi, dopo i loro studi, per entrare nel mondo del lavoro, hanno bisogno di partecipare a stage o a fare tirocini mal pagati o non pagati affatto. Ebbene, molti di loro non hanno la disponibilità economica per affrontare questa ultima fatica. Sarebbe bello che l’amministrazione si impegnasse in qualche modo a risolvere questo tipo di problema, che purtroppo riguarda la maggior parte dei giovani.

 

  1. Lei ha un’età di molti altri giovani che hanno scelto di votare un partito che promette redditi di cittadinanza. Lei crede che si possa ancora sfruttare il bisogno ingannando con promesse non attuabili?

 

Il reddito di cittadinanza fa coppia con la Flat tax e con altre proposte fatte da politici, che promettono un interessamento nel risolvere problemi di tipo lavorativo, burocratico o altro solo per scopi personali. I cittadini dovrebbero essere liberi di scegliere e i partiti o movimenti che siano, non dovrebbero promettere cose che sanno di non poter realizzare. Il reddito di cittadinanza rischia di diventare un incentivo per chi ha poca voglia di lavorare, potrebbe essere, invece, più utile potenziare il reddito di inclusione.

Nello stesso modo bisogna essere molto chiari con le persone riguardo la flat tax, dal momento che chi ha un reddito inferiore a 50.000 euro non ne trarrà alcun beneficio; anzi, dal momento che così vi saranno meno entrate, potrebbero esserci aumenti sulle spese riguardanti i servizi.

 

  1. Secondo lei i giovani hanno bisogno di assistenza o invece hanno necessità di far valere le loro capacità?

 

I giovani non hanno bisogno di assistenza, al contrario devono far emergere le loro capacità. L’esperienza di chi è stato prima di noi è importante, anzi vitale: come in un albero, le radici trasmettono la linfa ma sono i rami giovani che producono i frutti. C’è bisogno di giovani dato che il mondo corre così veloce. Le faccio un esempio, un problema del 2018 non può essere risolto con lo stesso metodo di 40 anni fa, così come chi 40 anni fa aveva la mia età, lo stesso problema lo vedrà in maniera diversa sia da chi oggi ha 25 anni e sia da lui stesso quando era giovane. Io sono fortunata, dato che il Partito Democratico di Torre S. Susanna è costituito da un bel gruppo di giovani a cui viene sempre data la possibilità di esprimersi liberamente e la mia elezione ne è la prova.

 

 

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