Altri tre “orfanelli” lasciano il carcere minorile, ne restano quattro tra cui due maggiorenni

Il tribunale per i minorenni di Taranto ha disposto ieri la scarcerazione di altri tre giovani manduriani componenti del gruppo degli «orfanelli»…

fonte lavocedimanduria.it

Il tribunale per i minorenni di Taranto ha disposto ieri la scarcerazione di altri tre giovani manduriani componenti del gruppo degli «orfanelli» coinvolti nell’inchiesta nata dalla morte del pensionato Antonio Cosimo Stano, vittima di continue vessazioni e violenza da parte del branco. Il giudice per le indagini preliminari Paola Morelli, ha accolto le istanze degli avvocati Cosimo Micera, Antonio Liagi e Lorenzo Bullo che per i rispettivi assistiti, tutti tra i 16 e 17 anni, avevano chiesto la sostituzione della misura detentiva intramuraria con quella dei domiciliari o in subordine con il collocamento in una comunità. La giudice Morelli, sentito il parere del pubblico ministero Pina Montanaro, capo della Procura della Repubblica per i minori di Taranto, ha così concesso l’affidamento ad un centro rieducativo per minori.

La giudice è giunta a questa conclusione considerando la oramai chiusura delle indagini preliminari che fa cadere il pericolo di inquinamento delle prove da parte degli indagati. Resta invece attuale il pericolo di reiterare il reato, scrive il gip, «seppure attenuato tenuto conto delle espressioni di autocritica» dimostrate dai giovani detenuti. Molto ha influito per tale scelta anche il buon comportamento assunto dai tre indagati rinchiusi dal 30 aprile scorso nel carcere minorile di Bari.

Il magistrato giudicante, infine, ha escluso la possibilità di affidare i minori alle rispettive famiglie confermando il giudizio negativo già espresso in sede di convalida degli arresti ritenendo la casa «carente di figure genitoriali seriamente normative e indirizzanti a garantire lo scollamento del soggetto dal contesto socio ambientale di riferimento negativo». Gli indagati ancora in carcere sono ora quattro tra cui due maggiorenni.

N.Din.