Ritardi nei pagamenti dei soccorritori 118: “Le associazioni non c’entrano, dipende tutto e solo dai versamenti dell’Asl”

Fonte: lostrillonenews.it

“Se l’Azienda sanitaria locale non versa quanto dovuto alle associazioni convenzionate col servizio 118, noi presidenti non siamo tenuti ad anticipare i pagamenti ai nostri dipendenti anche perché spessissimo non disponiamo di un fondo cassa che ci consenta di farlo”.

Lo dichiara il presidente dell’Associazione volontari di protezione civile Onlus di Oria, Massimo Calò, riferendosi alle proteste di una buona parte dei soccorritori convenzionati 118 in servizio nella provincia di Brindisi.

I lavoratori, infatti, protestano per non aver ancora ricevuto i compensi relativi al mese di ottobre, un ritardo che era già stato registrato nel mese precedente.

Ma come funziona? Dopo la presentazione fisica (non online) a Fasano di fatture e statini e il successivo controllo in amministrazione a Brindisi, l’Asl liquida i fondi alle associazioni dotate di postazioni nel territorio, per una media di 20mila euro a postazione.

“Noi, avendo già pendenze con l’Agenzia delle Entrate scaturite dalla precedente gestione, non possiamo pagare prima che siano arrivati quei soldi, anche se comprendiamo il malessere di chi quotidianamente assicura un servizio essenziale alla comunità”, spiega Calò.

“È inutile prendersela quindi con i responsabili delle associazioni, che hanno le mani legate, quando l’unica responsabile dei ritardi è l’Asl, con la quale noi operiamo in convenzione: i lavoratori sono dipendenti nostri, ma di fatto le loro prestazioni sono retribuite dall’Asl”, continua.

Massimo Calò

“Mi fa piacere che vi siano altre realtà in grado di attingere a risorse proprie – prosegue – ma la nostra associazione, che ha una sola postazione a coprire il territorio di Oria, non ha liquidità né può permettersi di chiedere un anticipo fatture o un fido. Il mio auspicio – conclude – è che l’Asl si dia una mossa, sperando che nel frattempo i soccorritori non organizzino uno sciopero o prendano permessi così compromettendo l’intero servizio di emergenza”.

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