Duro colpo ai trafficanti di esseri umani: l’offensiva che parte da Lecce

Fonte: brindisireport.it

Una delle più vaste operazioni contro i trafficanti di vite umane è in atto in queste ore in Italia, in Grecia e in Albania. Almeno una quarantina i soggetti sui quali si sono soffermate le indagini partite da Lecce, attraverso il Gico (Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata) della guardia di finanza e proseguite in stretta collaborazione con le polizie di Grecia e Albania, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia salentina. E l’inchiesta interessa anche il territorio brindisino. Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica di uno sbarco avvenuto a Campo di Mare il 29 settembre 2020, con quarantasette migranti provenienti dall’Albania. Trenta gli episodi sui quali si sono soffermati gli investigatori. Un giro d’affari enorme, per milioni di euro. Una rete composta da una folta schiera di sodali, ivi compreso un piccolo esercito di fiancheggiatori e, soprattutto, scafisti.

I dettagli dell’inchiesta

Quella che i finanzieri del Gico di Lecce hanno sgominato, con il supporto dello Scico di Roma e il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia salentina (e la partecipazione dell’Aisi, il servizio segreto italiano), è probabilmente una delle più fitte e potenti reti di trafficanti di vite umane sulle quali mai si sia posato occhio di investigatore. Per indagare a fondo quella che è definita una vera e propria associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina (con l’aggravante del reato transnazionale), si presume vi siano stati anche uomini infiltrati. Mettendo così a nudo una rete talmente strutturata da non lasciare nulla al caso. Tutto, infatti, era organizzato nel dettaglio, dai trasferimenti via mare dalle coste turche, greche o albanesi verso i litorali dell’Italia meridionale (soprattutto quelli della provincia di Lecce, ma anche di Brindisi e calabresi), fino alle destinazioni finali sognate dalla maggior parte dei migranti, qui solo di passaggio. In particolare: Germania, Austria, Belgio, Gran Bretagna, Paesi Bassi. 

L’inchiesta giornalistica che ha “anticipato” gli investigatori

All’operazione di oggi (mercoledì 19 gennaio), ribattezzata “Astrolabio” (dall’antico strumento che serviva per eseguire facilmente complessi calcoli astronomici), hanno partecipato oltre ottanta militari del Comando provinciale di Lecce della guardia di finanza e dello Scico (Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma), in sinergia con le polizie greca e albanese e con unità mobili di Europol, coordinate da Eurojust (Paesi Bassi). Il tutto, sotto la guida della Direzione nazionale antimafia e della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Nulla sarebbe stato possibile, insomma, senza la formazione di una squadra investigativa comune che comprende magistratura  e finanzieri leccesi e omologhi greci e albanesi, fra cui la divisione immigrazione della polizia dell’Attica e la polizia di Tirana. Tanto che nell’offensiva scattata all’alba di oggi, su quarantasette arresti (per cinquantadue indagati totali), ventidue sono stati eseguiti in Italia e venticinque in Albania, mentre in Grecia si sono svolte due perquisizioni in “agenzie”. Una vera e propria tenaglia.