FINALMENTE BELLE SORPRESE

Ho avuto il piacere di poter essere presente alla presentazione dei due lavori, due libri, scritti da due amici, Antonio Trinchera e Giovanni Diviggiano.

Purtroppo solo a questi due, agli altri ho potuto vedere i video fatti da Michele Chimienti al quale voglio ricordare che ieri sera le presentazioni non sono finite, ci sarebbe la mia il 12 Dicembre.

Sarà, o almeno, vorrei che fosse, di una logica continuità tra gli scritti di Giovanni e di Antonio e quel poco che io sono riuscito a scrivere ì, perchè è evidente, come diceva Giovanni sta mattina, che il nostro compito, e forse la nostra missione, è quella di far conoscere ‘i dimenticati’ di Torre, che siano artisti, che siano umili artigiani, che siano gente del popolo.

Specie quest’ ultimi, a parere mio devono essere rivalutati e ricordati, perchè essendo ”del popolo” si appartengono ad ognuno di noi.

Poi ci sono le eccellenze, c’è il MESSERE di Antonio Trinchera, c’è il Mariorano di Giovanni Diviggiano, ma anche loro erano popolo di torre, evidentemente hanno avuto maggiore capacità di espressione e hanno donato agli altri ”il vestito delle feste” che poi diventa fisicamente legato nella mente e nel sangue di chi li ha conosciuti e di chi saprà approfittare del loro ricordo.

La storia di Torre e dei suoi figli, non è dissimile da quella dei paesi del nostro Meridione, siamo, o meglio, furono storici, artisti, agricoltori, artigiani, che avevano i piedi piantati in quella che era stata culla della cultura, Magna Grecia, Regno delle due Sicilie, terra di Socrate e di Pitagora, terra di Federico II e di tanti e tanti che resero questo lembo dell’Italia proiettato nel Mediterraneo, per millenni faro di civiltà.

Mi auguro che dopo di me, dopo Giovanni, dopo Antonio vi siano altri che ricordino ti li Pumpiliu di lu Purpu, ti li Maiorano per arrivare ai Gregorio Messere.

Scriviamo anche per questo, e ci auguriamo che qualcuno ci legga.

Uccio Missere