TORRE SANTA SUSANNA :ROTONDA DA 180 MILA EURO,POLEMICHE DENTRO E FUORI IL CONSIGLIO COMUNALE
Torre Santa Susanna-In poco più di 30 minuti di discussione, in Consiglio comunale, sui lavori per la rotonda intitolata alle vittime di mafia (lavori da oltre 180 mila euro), accade un po’ di tutto. La consigliera d’opposizione Vita Calò sciorina alcuni fatti che dimostrano come definire Torre Santa Susanna “un paese tranquillo” non rispecchi l’attualità. Il consigliere Alberto Longo si sgancia dalla maggioranza e muove alcuni appunti, mossi già in precedenza dall’avvocato Raffaele Missere. Il sindaco Michele Saccomanno prende la parola e difende l’operato della propria Amministrazione, spiegando che la Torre di oggi non è quella delle relazioni della Dia, tirando in ballo il deputato brindisino Mauro D’Attis, tra l’altro vice presidente della Commissione Antimafia. Tutto questo è accaduto nella seduta del 28 maggio 2025, in cui si incrociano diversi argomenti.La seduta prosegue affrontando i vari ordini del giorno. I 30 minuti di cui si parla erano stati preceduti dalla solidarietà alla popolazione di Gaza. Riavvolgendo il nastro del tempo, si torna al 16 maggio scorso, quando la rotatoria intitolata alla vittime di mafia viene inaugurata. Sono presenti diverse autorità. C’è anche spazio per una riflessione voluta dal Sap (Sindacato autonomo di polizia), che si concretizza in un dibattito pubblico. Purtroppo, la storia del paese è legata anche a diversi omicidi e inchieste della magistratura. E ogni semestre la relazione della Dia “ricorda” la presenza del clan Bruno, della Sacra Corona. Gli anni bui, dei cadaveri ritrovati nelle campagne o proprio delle “lupare bianche”, sono fortunatamente alle spalle. Ed è giusto riflettere sui passi in avanti compiuti, affinché non si cammini “all’indietro”.Qualche giorno dopo un noto penalista torrese, “compagno di viaggio” in Consiglio comunale nei decenni scorsi proprio di Saccomanno (sindaco di centro-destra), pubblica un video social. È l’avvocato Raffaele Missere e pone delle domande, in tono diretto e polemico, proprio al primo cittadino. Argomento: la rotonda. La deliberazione della Giunta numero 88 del 28 marzo 2025 parla di costi pari a 182 mila euro e rotti, finanziati con fondi comunali, per l’opera. Ecco, dice l’avvocato Missere, fermo restando che le vittime delle mafie vanno sempre onorate, avrei qualche domanda da porre: al momento dell’inaugurazione, l’opera era stata collaudata? Come mai il giorno successivo c’erano ancora operai in azione? Insomma, il dubbio sollevato dal penalista è che al momento dell’inaugurazione, la rotatoria non fosse pronta.Cambio di scena: seduta del Consiglio comunale del 28 maggio. Il consigliere Longo prende la parola e sciorina gli stessi dubbi, anche sul geometra, originario del Tarantino: “Come se a Torre non avessimo professionisti capaci di realizzare un’opera del genere”. Con una chiusa mica da poco: lui da adesso naviga a vista e si “sgancia” dalla maggioranza. Dall’opposizione prende anche la parola la consigliera Calò, che parte dal 16 maggio. Per lei, rappresentare Torre come un’isola felice, non è opportuno. Ricorda infatti un omicidio, risalente al febbraio 2023: “E lei, sindaco, non ha proferito parola. Come primo cittadino dovrebbe prodigarsi affinché i giovani trovino sbocchi lavorativi senza essere costretti a trovare riparo, anzi ristoro economico in attività illecite. Invece, silenzio totale. Negli ultimi giorni sono ripresi furti in appartamento e allora non mi venga a parlare di un paese tranquillo”.Poi, tocca al sindaco Saccomanno replicare: lui non ha mai detto che tutto va bene, ma che perlomeno “abbiamo invertito il passo”. Ricorda la ventilata ipotesi, agli inizi degli anni Duemila, di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni. “Il problema era che si immaginava che nel Comune passeggiassero uomini con nome e cognome che indicavano i lavori da fare e i lavori da non fare, e questi uomini non erano dei gran signori”. Insomma, “la popolazione non è più quella delle sei pagine della Dia e ho detto: ‘Caro D’Attis, la dovete cambiare (la relazione, ndr), queste cose non accadono più”. E per gli incarichi? Il sindaco chiarisce che loro danno l’indirizzo politico, ma la questione è tecnica, cioè degli uffici comunali. E poi: “Un bando non è valido se si scrive che sono esclusi i forestieri”. E morta lì, si passa ad altri argomenti. Insomma, sull’intitolazione della rotonda alle vittime di mafia, tutti d’accordo. Su iter e lavori, un po’ meno.
