BRINDISI, TORNA IN LIBERTÀ ANTONIO VITALE: LO “STORICO MAROCCHINO” DELLA SACRA CORONA UNITA
Brindisi – Dopo quasi tre decenni trascorsi dietro le sbarre, da ieri, martedì 30 settembre 2025, è tornato libero Antonio Vitale, conosciuto nell’ambiente criminale come il “Marocchino”. Figura di spicco della Sacra Corona Unita, è stato uno dei capi storici della frangia mesagnese dell’organizzazione, da sempre contrapposta al gruppo di Tuturano.Vitale, oggi 57enne, era stato arrestato nel lontano 1996 e, tre anni più tardi, sottoposto al regime del 41 bis. Durante la detenzione ha scelto di studiare, arrivando a laurearsi in Giurisprudenza. Da almeno 14 anni il suo nome non compariva più nelle cronache giudiziarie. A difenderlo nell’ultima fase è stata l’avvocata Cinzia Cavallo, in passato affiancata dal penalista Marcello Falcone.Il suo clan, identificato con la triade Vitale-Vicientino-Pasimeni, si impose negli anni ’90 come alternativa alla “vecchia guardia” della Scu guidata da Salvatore Buccarella e dai fratelli Bruno di Torre Santa Susanna. All’epoca, anche grazie alle dichiarazioni del pentito Ercole Penna, Vitale venne indicato tra i reggenti della nuova ala mesagnese.La sua scarcerazione si inserisce in una stagione che sta riportando in libertà diversi protagonisti della storia criminale brindisina. Negli ultimi anni, infatti, sono tornati fuori anche Daniele Vicientino, il cosiddetto “professore”, Andrea Bruno, Ronzino De Nitto e lo stesso Giovanni Donatiello, già considerato insieme a Francesco Campana uno dei leader della nuova generazione. Persino Buccarella, a lungo volto simbolo della Scu, ha conosciuto periodi di semi-libertà prima di un nuovo arresto.Il rilascio di Vitale potrebbe avere conseguenze sugli equilibri interni alla criminalità organizzata del territorio, anche se negli ultimi tempi i rapporti tra i due storici schieramenti – i mesagnesi e i tuturanei – sembrano meno tesi rispetto al passato.Con il “Marocchino” nuovamente in libertà, si apre dunque un nuovo capitolo nella lunga e complessa vicenda della Sacra Corona Unita, un’organizzazione che, nonostante processi e arresti, continua a lasciare tracce profonde nel Brindisino.
