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AVVOCATI E NUOVE REGOLE: VERSO UN DIVIETO QUASI TOTALE DI CUMULO CON ALTRE ATTIVITÀ

Una ridefinizione profonda e rigorosa del perimetro delle incompatibilità, con l’obiettivo dichiarato di garantire che la professione forense sia esercitata in modo “effettivo, continuativo, abituale e prevalente”. È questa la direzione tracciata dallo schema di disegno di legge delega sull’ordinamento forense, che introduce un divieto quasi totale di cumulo con altre attività lavorative, pur aprendo a nuove e specifiche compatibilità che non mancano di sollevare interrogativi.Prima di analizzare le novità, è fondamentale distinguere due concetti spesso confusi: incompatibilità e conflitto di interessi. La prima riguarda una condizione soggettiva dell’avvocato che, se accertata, può portare alla cancellazione dall’albo. Non incide tuttavia sulla validità degli atti processuali già compiuti. Il conflitto di interessi, al contrario, tocca il cuore del diritto di difesa (ius postulandi): vizia il mandato, comporta la nullità degli atti e mina l’effettiva tutela del cliente, come più volte ribadito dalla Corte di Cassazione.Le nuove regole puntano dunque a rafforzare la centralità e la piena dedizione alla professione forense, ma non senza lasciare aperto il dibattito su possibili incoerenze e sulla reale portata delle compatibilità ammesse.

Caterina Sollazzo

GIORNALISTA

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