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MORTE DEL VIGILANTE A CORTINA:AUTOPSIA INDICA UN MALORE CARDIACO, DA CHIARIRE IL RUOLO DEL FREDDO

La morte di Pietro Zantonini, il vigilante cinquantacinquenne trovato senza vita nella notte dell’8 gennaio all’interno del cantiere dello Stadio del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, sarebbe legata a un malore improvviso di natura cardiaca. È questa l’ipotesi principale emersa dalle prime conclusioni dell’autopsia disposta dalla Procura di Belluno, che sta indagando per ricostruire con precisione ciò che è accaduto durante il turno di lavoro dell’uomo. Secondo quanto trapelato, il quadro clinico delineato dall’esame autoptico non indicherebbe un legame diretto tra il decesso e le rigidissime temperature registrate quella notte, sebbene gli inquirenti non abbiano ancora escluso del tutto una possibile correlazione. Gli accertamenti, infatti, proseguiranno per valutare in modo definitivo se il freddo possa aver avuto un ruolo, anche marginale, nell’innescare o aggravare la crisi cardiaca. L’esame medico-legale è stato condotto da Andrea Porzionato, specialista dell’Università di Padova, incaricato dalla Procura. Alla procedura ha assistito anche il consulente della difesa, l’anatomopatologo Maurizio Rocco, nominato dal legale rappresentante della società per cui Zantonini lavorava e che risulta indagato nell’ambito dell’inchiesta, come da prassi in casi analoghi. Le indagini continueranno nelle prossime settimane con ulteriori approfondimenti e la raccolta di tutta la documentazione utile a ricostruire la dinamica degli eventi, dalle condizioni ambientali al turno di lavoro dell’uomo. L’obiettivo è chiarire ogni aspetto e stabilire con certezza se il decesso sia attribuibile esclusivamente a cause naturali o se vi siano concause che possano aver contribuito all’esito tragico.

Caterina Sollazzo

GIORNALISTA

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