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RINVIATO A GIUDIZIO IL MEDICO DEL PRONTO SOCCORSO PER LA MORTE DI GIANPIERO ROMANO

È stato rinviato a giudizio il medico in servizio al Pronto Soccorso dell’ospedale “Perrino” di Brindisi che, secondo l’impianto accusatorio, il 1° ottobre 2023 non avrebbe disposto gli accertamenti specialistici necessari a scongiurare il decesso di Gianpiero Romano, 60 anni, di San Pietro Vernotico. L’uomo, accompagnato dalla moglie Iolanda, si era presentato quella mattina al presidio ospedaliero di San Pietro Vernotico lamentando dolore al braccio sinistro e al torace. Dopo i primi esami diagnostici effettuati sul posto, tra cui elettrocardiogramma ed emocromo, il quadro clinico aveva portato i sanitari a trasferirlo in ambulanza all’ospedale “Perrino” di Brindisi per ulteriori valutazioni. “Erano le 10.30 – riferisce la moglie – e da quel momento non ho più avuto aggiornamenti. Solo verso le 18 ho ricevuto un messaggio da Gianpiero, in cui mi comunicava che stava per essere dimesso e che sarei dovuta andare a prenderlo”. Una volta giunta in ospedale, tuttavia, la donna non è riuscita ad avere informazioni sul marito, finché un medico non l’ha informata dell’improvviso decesso avvenuto a causa di un infarto fulminante. Determinanti, ai fini del rinvio a giudizio, sono state le conclusioni dei consulenti tecnici nominati dal pubblico ministero. Nella loro relazione, infatti, viene evidenziato che la gestione sanitaria non avrebbe rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida per il trattamento del dolore toracico. “Considerato il quadro clinico e gli esiti degli esami – spiega Andrea Matarelli, referente di Giesse, la società che assiste i familiari – il paziente avrebbe dovuto essere ricoverato immediatamente in terapia intensiva cardiologica, sottoposto a coronarografia e monitorato costantemente. Le probabilità di sopravvivenza sono state definite molto elevate, o comunque concretamente elevate”. Sulla base delle risultanze tecniche e investigative, il medico di turno è stato dunque chiamato a rispondere delle contestazioni mosse dall’accusa. Il processo prenderà avvio il 7 settembre 2026 davanti al giudice Falerno.

Caterina Sollazzo

GIORNALISTA

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