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Cronaca giudiziaria

CONFERMATA IN APPELLO LA SENTENZA A CARICO DI UN EX DIRIGENTE DEL COMUNE DI ERCHIE

La Corte d’Appello di Lecce ha confermato la sentenza di condanna a carico di Ciriaco Ciro Pasquale, 53enne di Taranto, ex responsabile dell’area tecnico-amministrativa del Comune di Erchie. L’ex dirigente era coinvolto in una inchiesta che a gennaio di due anni fa 2024 travolse i vertici della passata amministrazione comunale. Confermati i due anni e otto mesi oltre alla rifusione delle spese processuali sostenute dalle parti civili che si sono costituite nel giudizio, quantificate in 1.590 euro ciascuna in favore del Comune di Erchie e del dipendente comunale Cosimo Giuseppe Carrozzo, quest’ultimo rappresentato dall’avvocato Giuseppe Sorio, oltre agli accessori di legge.
All’ex dirigente tecnico sono state contestare alcune condotte ritenute illecite e perpetrate durante il suo mandato al Comune di Erchie circa alcune procedure concorsuali e di selezione del personale. Uno dei punti chiavi dell’accusa, ha riguardato il reato di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Stando alle risultanze investigative l’ex dirigente avrebbe attestato falsamente in verbali e note amministrative di non aver posto quesiti tecnici a un candidato durante una procedura di mobilità volontaria esterna per un posto di istruttore direttivo tecnico. Al contrario, le indagini hanno dimostrato che il colloquio aveva avuto un contenuto di natura tecnica specifico e che le presunte false dichiarazioni messe a verbale miravano a manipolare l’esito della selezione.
L’operazione condotta dai carabinieri sotto il coordinamento della Procura di Brindisi aveva portato all’arresto dell’ex sindaco Pasquale Nicolì e di altri componenti della giunta, con accuse che andavano dalla concussione all’abuso d’ufficio (non più reato) e agli atti persecutori. Nel caso specifico dell’ex dirigente, le contestazioni hanno riguardato anche il concorso in tentativi di condizionamento dell’attività di altri funzionari del Comune e irregolarità nella gestione di fondi ministeriali destinati all’incremento del patrimonio librario della biblioteca comunale, volti a favorire interessi privati e cooperative specifiche. Vige, ed è bene sottolinearlo, la presunzione di non colpevolezza fino all’eventuale conferma della sentenza di condanna.

Caterina Sollazzo

GIORNALISTA

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