Faida tra gruppi rivali per lo spaccio nel Barese: arrestato anche un brindisino

fonte:brindisireport

Faida tra due gruppi rivali che si contendevano le piazze di spaccio nel Barese: otto arresti dei carabinieri. Tra gli arrestati, anche un brindisino: si tratta di Francesco Tauro, un 41enne domiciliato a Ceglie Messapica, ma nativo di Mesagne e residente a Latiano, difeso dall’avvocato Danilo Cito. L’uomo si trova recluso nel carcere di Matera. Gli arresti sono stati compiuti oggi, sabato 3 dicembre. Come detto, riguardano otto persone, con le accuse a vario titolo di tentato omicidio e lesioni personali gravi, tentata estorsione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi da sparo di illecita provenienza e ricettazione.

L’operazione è stata condotta dai militari della compagnia Carabinieri di Gioia del Colle, con il supporto dell’Arma di Brindisi e di Avellino nonché dei Carabinieri del 6° Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili di Modugno. I militari hanno dato esecuzione, questa mattina, a un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Bari, Alfredo Ferraro, su richiesta della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Bari. Quattro persone sono finite in carcere, altre quattro ai domiciliari. Si legge nell’ordinanza: “Il presente procedimento ha ad oggetto una serie di delitti tra loro collegati, in quanto inseriti in un contesto criminale operante soprattutto nel territorio putignanese”.

Gli investigatori hanno fatto luce su due agguati con arma da fuoco, uno sfociato in tentato omicidio, di una tentata estorsione e di diversi episodi di dentenzione d’arma e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il primo capo d’imputazione viene contestato a un indagato in concorso con ignoti. Risale al 24 giugno 2017 e riguarda la gambizzazione di un uomo. Il secondo capo d’imputazione parla di un tentato omicidio a Putignano, sempre nel giugno 2017. Tre indagati, tra i quali il brindisino Tauro, avrebbero tentato di uccidere un uomo, esplodendo colpi d’arma da fuoco che hanno raggiunto la vittima nella zona sacrale. 

Diverse persone avevano segnalato agli inquirenti che gli autori dell’agguato si sarebbero mossi in auto, una Opel grigia. Proprio una Opel è stata rinvenuta in zona nell’immediatezza dei fatti dai carabinieri – l’auto si presentava aperta, con i finestrini abbassati e il cofano motore ancora caldo – Il veicolo sarebbe stato usato dal brindisino indagato. Poi, ci sarebbero altri elementi che hanno fatto propendere gli inquirenti per questa pista. Gli altri capi di imputazione – complessivamente se ne contano otto – riguardano un tentativo estorsivo ed episodi di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e detenzione di armi, oltre alla ricettazione.

Si legge in un comunicato del comando provinciale dei Carabinieri di Bari: “Le indagini, condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Gioia del Colle e, coordinate dalla Procura della Repubblica – Dda di Bari, sono state sviluppate mediante servizi di osservazione e pedinamento nonché attraverso attività tecniche ed hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di quattro indagati quali autori dei fatti di sangue, con l’aggravante del metodo mafioso. Nell’ambito dell’attività investigativa sono emersi un tentativo di estorsione posto in essere da un indagato nei confronti di suo sottoposto nonché l’esistenza di due fazioni contrapposte che si contendevano la supremazia della piazza di spaccio”.