Libro “curioso” scritto a sei mani. Il ricavato all’antibullismo di Mabasta

Tre autrici hanno scritto un libro e destineranno il ricavato all’azione antibullismo di Mabasta

“What is love? 9 racconti dagli anni ‘90” è l’ultimo libro di Viviana Albanese, Arianna Ciancaleoni e Sarah Arenaccio

What is love?” è un libro scritto a sei mani tre volte curioso.

La prima curiosità è inerente al fatto che è scritto da tre autrici che non si sono mai incontrate. Viviana Albanese vive ad Alessandria, Arianna Ciancaleoni è di Foligno mentre Sarah Arenaccio è romana. Le tre scrittrici hanno in comune la passione per la scrittura ed è grazie ai social network e ad alcuni gruppi virtuali di appassionati di scrittura creativa che si sono conosciute e “frequentate”. Da questa frequentazione è nata l’idea, appunto, di collaborare.

La seconda curiosità riguarda il tempo di permanenza negli store di Amazon, sarà infatti in vendita solo e precisamente per un anno, dal 2 dicembre 2019 (giorno del lancio) al 2 dicembre 2020. Vale sia la versione cartacea che l’e-book in formato Kindle.  

Infine, il terzo motivo per cui il libro è curioso è perché tutto il ricavato dalla vendita sarà devoluto ad un’associazione che si occupa della piaga del bullismo e le tre autrici hanno scelto “Mabasta“, il movimento anti bullismo animato da studenti adolescenti ideato e gestito dagli studenti dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce.

What is love? 9 racconti dagli anni ’90” è una raccolta in cui Viviana, Arianna e Sarah hanno scritto tre racconti a testa, ambientati in tre anni diversi: 1992, 1995 e 1999, quando ancora la tecnologia non aveva preso il sopravvento e quando si sentiva ancora il piacere di riporre su carta i propri pensieri e ricordi, come fa, ad esempio, Beatrice in Bea’s diary. Se a leggere questi racconti sono coloro che negli anni ’90 c’erano, allora potranno compiere un vero e proprio viaggio nel tempo. Mentre tutti gli altri, appartenenti alla generazione Z, avranno modo di scoprire, divertendosi, come si stava quando si stava peggio (o meglio).

«I nostri racconti parlano dei problemi, dei pensieri, dei dubbi e delle piccole felicità degli adolescenti di quegli anni – hanno dichiarato le scrittrici – ma siamo convinte che anche oggi siano rimasti più o meno gli stessi. I nostri stili narrativi sono, ovviamente, diversi e in questo libro sono rimasti immutati proprio per dare al lettore la possibilità di leggere delle storie uniche nel loro genere a anche molto diverse le une dalle altre. Passiamo da racconti molto ironici a più romantici, fino a storie drammatiche. È stato interessante, come ogni libro che ci si appresta a strutturare in determinati periodi storici, studiare quel decennio, la musica, gli usi, i costumi, i film. Dopo la prima stesura ognuna di noi ha riletto i racconti delle altre, per analizzare i vari refusi ed errori e la curiosità di queste storie è che abbiamo inserito dei personaggi già presenti in altri nostri romanzi, proprio per creare una sorta di continuità e universo condiviso con i libri che abbiamo scritto in precedenza. Per quanto concerne la scelta di devolvere il ricavato a “Mabasta”, siamo felicissime che la scrittura e la nostra amicizia virtuale possa in qualche modo aiutare gli adolescenti di oggi.»

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