Da Roma a Brindisi per rifornirsi di droga: blitz all’alba, 13 arresti
Fonte: brindisireport.it
BRINDISI – Presunti pusher romani si rifornivano a Brindisi per alimentare le piazze di spaccio della capitale. E’ quanto appurato dai carabinieri del commando provinciale di Roma nell’ambito di un’inchiesta, battezzata “Box”, che stamattina (martedì 11 maggio) ha portato all’arresto di 13 persone, di cui una residente a Brindisi. Fra i fornitori del presunto sodalizio romano, in particolare, vi sarebbe un brindisino detenuto dal marzo 2018 in Grecia, sempre per reati in materia di sostanze stupefacenti. Questi è fra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica. Sono contestati a vario titolo i reati di spaccio in concorso di sostanze stupefacenti, ricettazione, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da fuoco. La misura restrittiva è stata eseguita in collaborazione con i comando dell’Arma territorialmente competenti.
La droga nel box di un ex carabiniere
Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di “Via in Selci”, mediante attività tecniche e dinamiche, fra il 2016 e 2017. Tutto ha inizio il 30 aprile 2016, quando vengono sequestrati 35 chilogrammi di hascisc all’interno di un box, ubicato in zona “Infernetto”, risultato essere nella disponibilità di un ex appartenente all’Arma dei carabinieri, già arrestato in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare lo scorso 24 marzo. Nei confronti dello stesso, accusato di reati in materia di stupefacenti, l’amministrazione, già nel 2016, adottò tempestivamente provvedimenti amministrativi di cessazione di ogni rapporto di impiego in quanto la scala gerarchica accertò, fin da subito, i gravi comportamenti illeciti posti in essere dal militare durante l’espletamento del servizio, senza necessità di attendere la definizione della vicenda in sede penale.
Il video dell’operazione
I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di identificare i principali componenti del sodalizio, questi ultimi in contatto con trafficanti di origine pugliese e con soggetti domiciliati in Spagna e attivi nel settore del narcotraffico. A Roma, dunque, avrebbero agito un gruppo di soggetti italiani stabilmente dediti all’attività di smercio di consistenti quantitativi di sostanza dei tipi cocaina, hashish e marijuana, a favore delle piazze di spaccio dei quartieri “La Rustica”, “Ponte di Nona”, “Acilia” e litorale romano.
Il fornitore brindisino
Gli indagati, per l’approvvigionamento del narcotico, si sarebbero rivolti in più circostanze a esponenti appartenenti alla criminalità organizzata brindisina, effettuando trasferte in quella provincia per definire di persona le delicate trattative. In questo ambito, dunque, spunta il nome di un brindisino già condannato dalla Corte Penale di Ioannina (Grecia) alla pena di anni 15 di reclusione, a seguito del suo arresto in flagranza di reato avvenuto il 19 marzo 2018, per traffico di stupefacenti, quando fu trovato in possesso di 27 chilogrammi di cocaina destinati, presumibilmente, all’Italia.
I sequestri
I carabinieri hanno ricostruito due importazioni di ingenti quantitativi di narcotico, provenienti dalla Spagna in particolare dalla città di Malaga, spedite mediante servizi di corriere utilizzando nomi di aziende inesistenti. E’ stata inoltre attestata la disponibilità, di alcuni indagati, di armi da sparo clandestine. Durante le indagini sono state arrestate in flagranza di reato 17 persone, per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, con il conseguente sequestro di 2 chilogrammi di cocaina, 123 chili di hashish e 54 chili di marijuana. Uno dei sequestri più ingenti è stato effettuato il 16 marzo 2016, a seguito del controllo di un soggetto sorpreso nella Capitale alla guida di un furgone Mercedes mentre trasportava 53 chili lordi di marijuana, nascosta in tre congelatori a “pozzetto”.“
