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BRINDISI, CONDANNA PER ABUSI SU MINORE: “DENUNCIARE NON È MAI TROPPO TARDI”

A distanza di oltre un decennio dai fatti, la giustizia ha fatto il suo corso. Il tribunale collegiale di Brindisi ha condannato a cinque anni e mezzo di reclusione un 63enne, riconosciuto colpevole di violenza sessuale su minore. L’uomo, all’epoca dei fatti gestore di un locale frequentato da adolescenti, era considerato un amico di famiglia dalla giovane vittima. Federica(nome di fantasia), oggi 31enne, ha trovato il coraggio di denunciare solo nel 2022, undici anni dopo gli abusi. “Per anni mi sono tenuta tutto dentro, non per vergogna ma per proteggere i miei genitori dal dolore e dal senso di colpa – racconta –. Poi ho scoperto che potevo ancora denunciare, anche dopo tanto tempo. È stato il passo più importante per la mia vita.”La donna, che oggi ha due figli e sta per terminare gli studi in psicologia, si è costituita parte civile nel processo. Ha affrontato in aula l’uomo che l’aveva ferita nell’infanzia: “Era a pochi metri da me mentre deponevo. Non mi ha mai chiesto scusa, ma avvocati e giudici hanno avuto grande tatto.”Il verdetto è arrivato il 24 settembre 2025, chiudendo tre anni di indagini condotte dai carabinieri e coordinate dal pm Giovanni Marino. Per Federica, la sentenza ha rappresentato un sollievo: “Non provavo più dolore, ma tanta rabbia. La condanna è il minimo che potessi aspettarmi.”Il suo messaggio, oggi, è rivolto alle altre vittime: “Denunciate, subito o anche dopo anni. Non tenetevi tutto dentro. È l’unico modo per liberarsi davvero e impedire che altri subiscano quello che avete vissuto.”

Caterina Sollazzo

GIORNALISTA

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