PIREO E TIRANA, L’APPELLO DELLA MOGLIE DI MIMMO PIEPOLI: «NON FERMATE LE RICERCHE, DI LUI NON È STATO TROVATO NULLA»
Non si arrende Carla, la moglie di Mimmo Piepoli, scomparso in mare il 1° maggio mentre praticava kitesurf nelle acque di Porto Cesareo, in provincia di Lecce, sulla costa ionica pugliese. Domani ricorrerà un mese dalla sua scomparsa e il dolore dei familiari e della comunità di Erchie, si accompagna a una richiesta precisa: continuare a cercare. La donna ha deciso di muoversi personalmente per sollecitare nuove attività di ricerca anche oltre i confini italiani, presentando istanze alle autorità della Grecia e dell’Albania. In particolare, ha avviato contatti con Tirana e con il Pireo, nella speranza che le ricerche vengano ampliate anche nelle aree raggiungibili seguendo le correnti marine e i venti registrati nei giorni della scomparsa.
Nella e-mail inviata alle autorità estere, corredata da fotografie del marito e dell’attrezzatura utilizzata quel giorno, Carla ha scritto: «Mio marito, Mimmo Piepoli, è scomparso il 1° maggio in mare mentre praticava kitesurf a Porto Cesareo (LE), in Puglia, sulla costa del Mar Ionio. Al momento della scomparsa indossava una muta nera e aveva una vela da kitesurf di colore verde e viola al centro, con i bordi più scuri». Un dettaglio importante che potrebbe aiutare eventuali segnalazioni lungo le coste greche o albanesi.
«Da allora non si hanno più tracce di lui», racconta Carla. «Le ricerche si sono attivate anche in Grecia e Albania presentando io stessa l’istanza. Secondo me si sono concentrate troppo sulla costa. Parlando con l’Albania mi è stato riferito che, calcolando i venti di quei giorni, la direzione avrebbe potuto spingerlo verso la Grecia». Un’ipotesi che la moglie di Mimmo continua a considerare fondamentale e che l’ha spinta a rivolgersi direttamente alle autorità competenti. «Sono stata anche in contatto con il Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti, in particolare con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto– spiega – dove mi hanno chiesto di inviare una e-mail a Tirana e in Grecia, precisamente al Pireo, per attivare ulteriori verifiche e ricerche». A rendere ancora più difficile accettare la scomparsa del marito è un particolare che Carla sottolinea con forza: «Non è stato recuperato niente. Né mio marito né ciò che indossava. Non sono stati trovati la muta, il giubbotto galleggiante o altri effetti personali. Non è possibile che sia scomparso così».
Parole cariche di dolore ma anche di determinazione. Per la famiglia di Mimmo Piepoli il tempo non ha attenuato la speranza di ottenere risposte. L’obiettivo resta uno solo: che le ricerche non vengano interrotte e che ogni possibile pista venga approfondita, lungo tutto il bacino dello Ionio, dalle coste pugliesi fino a quelle greche e albanesi. Nel silenzio che avvolge ancora questa vicenda, l’appello della moglie è forte e chiaro: non smettere di cercare. Perché finché non emergerà una verità e non verrà ritrovata alcuna traccia, la speranza continua a vivere.
