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ARMONIOSAMENTE, A NAZARENA SAVINO IL RICONOSCIMENTO: «IL FUTURO SI COSTRUISCE ASCOLTANDO CHI RISCHIA DI RESTARE INVISIBILE»

Ascoltare è forse una delle forme più profonde di vicinanza. Significa fermarsi, lasciare spazio alla storia dell’altro e riconoscere ciò che spesso uno sguardo distratto non riesce a vedere. É da questa idea di presenza, prima ancora che di impegno, prende forma il percorso umano e professionale della dottoressa Nazarena Savino, che ha ricevuto a Bari il Premio ArmoniosaMente. Un riconoscimento che porta con sé il valore di un percorso costruito nel rapporto con le persone, nella capacità di incontrarle e di avvicinarsi soprattutto a quelle fragilità che, troppo spesso, rischiano di rimanere ai margini.
Perché ascoltare non significa semplicemente sentire delle parole. Significa concedere tempo, significa fermarsi davanti alla vita di un’altra persona senza avere fretta di interpretarla, significa riconoscere che dietro una difficoltà, una disabilità o una condizione di fragilità esiste prima di tutto una persona, con desideri, paure, capacità e speranze. Dentro questa dimensione Nazarena Savino colloca il proprio percorso: stare tra la gente, incontrarla, comprenderne i bisogni e provare a trasformare quell’ascolto in qualcosa di concreto.
«Per me essere tra la gente significa prima di tutto ascoltare» – dichiara la dottoressa Savino – Ogni persona ha una storia, una difficoltà, una speranza. A volte basta fermarsi, parlare, guardarsi negli occhi e comprendere davvero quello che l’altro sta vivendo. È da lì che può nascere qualcosa di concreto».
Parole, quelle di Savino che riportano al significato più essenziale dell’inclusione. Includere non significa semplicemente lasciare una porta aperta. Significa fare in modo che, attraversandola, nessuno debba domandarsi se quello sia davvero il proprio posto.
È una differenza sottile soltanto in apparenza. Perché una comunità non diventa inclusiva quando si limita a parlare delle fragilità, ma quando riesce a costruire le condizioni affinché ogni persona possa partecipare alla vita collettiva conservando la propria dignità e la propria unicità. Ed è soprattutto verso le persone con disabilità e verso chi vive situazioni di maggiore vulnerabilità che l’attenzione, secondo Savino, deve trasformarsi da gesto occasionale a responsabilità quotidiana.
«Le persone più fragili non hanno bisogno soltanto di parole o di attenzione in occasioni particolari– conferma la dottoressa Savino – hanno bisogno di sentirsi parte della comunità ogni giorno. Il mio obiettivo è continuare a creare occasioni di incontro, ascolto e partecipazione, perché nessuno debba sentirsi invisibile o escluso». Forse è proprio la parola “invisibile” a racchiudere una delle questioni più profonde del nostro tempo. Si può vivere accanto agli altri e non essere visti. Si può avere una voce e non trovare qualcuno disposto ad ascoltarla. Si può appartenere formalmente a una comunità e sentirsi comunque fuori da essa. È qui che l’ascolto smette di essere soltanto una qualità personale e diventa un modo di costruire relazioni e comunità. Il Premio ArmoniosaMente assume allora un significato che va oltre il momento della consegna. Diventa il riconoscimento di un’idea semplice e, proprio per questo, impegnativa: nessuna società può definirsi realmente inclusiva finché qualcuno continua a sentirsi ai margini. Il futuro immaginato da Nazarena Savino parte da qui. Non da grandi dichiarazioni, ma dalla vicinanza, dal tempo dedicato agli altri, dalla capacità di guardare una persona senza definirla attraverso la sua fragilità.
Perché costruire insieme significa anche questo: comprendere che nessuno è soltanto destinatario dell’aiuto di qualcun altro. Ognuno porta con sé qualcosa da dire, qualcosa da insegnare, qualcosa capace di arricchire la comunità. Una società davvero armoniosa comincia ad esserlo, proprio nel momento in cui impariamo a non chiedere più alle persone fragili di trovare il proprio posto, ma iniziamo a costruire un mondo nel quale quel posto esista già.

Caterina Sollazzo

GIORNALISTA

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