OSTUNI, ATTI PERSECUTORI NEI CONFRONTI DI DUE PARENTI: 55ENNE AGLI ARRESTI DOMICILIARI
Gli agenti del Commissariato di Ostuni hanno eseguito, nel corso dello scorso fine settimana, un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo di 55 anni, residente a Ostuni, accusato di atti persecutori. Il provvedimento è scaturito da un’intensa attività investigativa avviata in seguito alla denuncia-querela presentata da due parenti dell’indagato, nei confronti dei quali l’uomo avrebbe messo in atto una serie di comportamenti intimidatori e persecutori, presumibilmente riconducibili a vecchi rancori legati a questioni ereditarie. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, già a partire dallo scorso mese di luglio, il 55enne avrebbe iniziato a inviare numerosi messaggi, indirizzati in particolare a uno dei parenti, contenenti minacce anche di morte.
Le condotte contestate all’uomo non si sarebbero limitate ai messaggi minatori. L’indagato avrebbe infatti assunto comportamenti oppressivi nei confronti del familiare, continuando a inviargli ripetute minacce. Inoltre, il 55enne avrebbe più volte molestato il parente, anche in luoghi pubblici, inveendo contro di lui e prospettandogli possibili conseguenze. Nella notte del 19 agosto scorso, uno dei parenti è stato vittima di un incendio che ha interessato la propria autovettura, andata in fiamme. Anche dopo questo episodio, l’indagato avrebbe continuato a rivolgergli minacce, facendo riferimento proprio a quanto accaduto al veicolo.
Le indagini condotte dagli agenti del Commissariato di Ostuni, attraverso l’esame delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza privati e la raccolta di ulteriori elementi utili alla ricostruzione dei fatti, hanno consentito di delineare un quadro indiziario a carico dell’uomo, accusato di atti persecutori.
Su disposizione dell’autorità giudiziaria, il 55enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Le accuse nei suoi confronti sono di natura provvisoria e dovranno trovare eventuale conferma nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
