ORIA, BOOM DI ADOZIONI PER I CANI RANDAGI. IL SINDACO: “UNA COMUNITÀ VIRTUOSA CHE SA GUARDARE AL FUTURO”
Sono dodici le storie di rinascita che, dall’inizio dell’anno, hanno attraversato la città di Oria. Dodici cani randagi che hanno lasciato i box dei rifugi per entrare in una famiglia, trovando quel calore domestico che molti di loro non avevano mai conosciuto. E negli ultimi due mesi se ne sono aggiunte altre cinque: Ugo, Chiara, Merlot, Billy e Gerarda hanno trovato casa, portando il bilancio delle adozioni a una media di oltre un cane al mese. Il Sindaco ha condiviso con la cittadinanza il risultato, definendolo un traguardo straordinario e la conferma di una comunità sempre più virtuosa e sensibile. Dietro quei numeri, però, non ci sono soltanto statistiche: ci sono storie, nomi e caratteri diversi, accomunati dal dono di una seconda possibilità e dall’affetto di chi ha scelto di accoglierli.
Un percorso che nasce anche dalla necessità di affrontare con responsabilità il fenomeno del randagismo. La legge 281 del 1991 affida ai Comuni il recupero, la cura e il reinserimento degli animali vaganti, e l’Amministrazione di Oria ha scelto di interpretare quell’obbligo non come un mero adempimento burocratico, ma come una vera politica di welfare animale. Togliere un cane dalla strada significa prima di tutto salvarlo da fame, freddo e pericoli, a cominciare da quelli legati al traffico. Significa anche dare una risposta concreta alle segnalazioni dei cittadini, aumentando la sicurezza del territorio e prevenendo la proliferazione del randagismo. Il ricovero nelle strutture dedicate garantisce cure e sopravvivenza, ma l’adozione resta il vero lieto fine.
C’è poi un risvolto economico non secondario. Le rette dei canili convenzionati, tra vitto, veterinari e personale, pesano sui bilanci comunali: ogni animale adottato alleggerisce quella spesa e libera risorse che l’ente può destinare ad altri servizi per la collettività. Un circolo virtuoso in cui la tutela degli animali e la buona gestione delle risorse pubbliche si sostengono a vicenda. Fondamentale, in questo processo, è il lavoro dell’Assessorato e del Settore alla Tutela e Benessere degli Animali, che affiancano i cittadini nel percorso di affidamento e promuovono iniziative di sensibilizzazione. Accanto a loro, i volontari del territorio: donne e uomini che con costanza dedicano tempo alla cura e alla socializzazione dei cani ospitati nei rifugi, contribuendo in modo decisivo a far nascere quegli incontri che poi si trasformano in adozioni.
L’Amministrazione ricorda inoltre che accogliere un animale è una scelta che richiede consapevolezza: significa impegno per anni, cure veterinarie, attenzione e tempo. Per questo il percorso di adozione prevede fasi di conoscenza e valutazione, affinché la scelta sia duratura e non si traduca in un nuovo abbandono. Il bilancio positivo, però, non chiude la partita. Sono ancora sedici, infatti, i cani che attendono in canile, di taglie ed età diverse, ognuno con la propria storia da raccontare. A loro è rivolto l’impegno quotidiano dell’Amministrazione, come sottolinea lo stesso Sindaco: «Il nostro pensiero va ora a questi sedici amici a quattro zampe che si trovano tuttora in canile, con l’augurio di trovare presto una casa anche per loro. Adottare è un atto d’amore che cambia la vita».
Il pensiero finale torna alla celebre frase di Mahatma Gandhi: “La civiltà di un popolo si giudica da come tratta gli animali”. A Oria, quelle dodici famiglie adottive raccontano meglio di ogni parola il senso di una comunità che ha scelto di dimostrarlo con i fatti.
Di Nicolò Conti
