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Bimbo stuprato e ucciso, l’infermiere Silvano Penna lo ricorda

”Ogni turno che faccio vedo i tuoi occhi innocenti che gridano silenti”. Per Silvano Penna, noto infermiere di Torre, che nel lontano 1992 era in servizio al Vito Fazzi di Lecce, il ricordo più atroce della sua carriera è legato ad un episodio violento su cui non si è mai riusciti a fare luce: lo stupro e l’assassinio del piccolo Daniele Gravili di tre anni. Ora ha scritto una canzone in ricordo del piccolo Daniele.

IL FATTO DI CRONACA

Il 12 settembre 1992, Daniele Gravili, 3 anni, viene trovato agonizzante su una spiaggia a Torre Chianca, a pochi chilometri da Lecce. È stato rapito dalla casa dei genitori e brutalmente violentato. Morirà soffocato poche ore dopo. Il caso di Daniele è uno dei più angosciosi gialli della storia della cronaca nera italiana. E non ha ancora un colpevole. A trovare il corpicino agonizzante un altro bambino di nome Daniele, di 12 anni. Allertati alcuni adulti, viene contattato il 112. Un vigile del fuoco tenta disperatamente di rianimarlo. Il piccolo respira, ma la situazione è drastica e per lui non c’è rimedio. Fu proprio Silvano insieme al medico in servizio ad accorgersi che il piccolo Daniele era stato violentato, e quello che in un primo istante sembrava un annegamento era in realtà un orrendo delitto, il cui autore non ha ancora un volto.

LA CANZONE SCRITTA DALL’INFERMIERE CHE HA SOCCORSO DANIELE

Ora Silvano ha scritto una Canzone in ricordo di Daniele: ”Avevo composto questa canzone da tempo, ma giorni addietro, navigando su internet, mi sono imbattuto in un gruppo di Lecce che ricordava Daniele. Ho deciso di inviare la canzone al responsabile del gruppo, che poi mi ha chiesto il permesso di utilizzarla come sottofondo per il video. Non ho potuto dire di no al signor Filippo Montinari, una persona davvero straordinaria, molto sensibile e umana. Daniele lo merita.”- e conclude – ”Spero solo che queste parole crude e dure della canzone riescano a raggiungere l’orecchio di quel maledetto animale, se è ancora in vita, nella speranza che un rimorso lo assalga e lo spinga a parlare.”

Oggi Daniele avrebbe 35 anni,

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