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LECCE, STUDENTI IN TENDA ALLO STUDIUM 2000: LA PROTESTA CONTRO IL CARO AFFITTI E L’EMERGENZA ABITATIVA

Nella mattinata di oggi, 13 ottobre, un accampamento di tende ha fatto la sua comparsa di fronte al complesso universitario Studium 2000 di Lecce. L’iniziativa, promossa dai giovani dell’Unione degli Universitari (UDU), ha l’obiettivo di portare i riflettori sulla grave crisi abitativa che sta mettendo in ginocchio gli studenti fuorisede, inserendosi in un’ondata di mobilitazioni che sta interessando numerosi atenei in tutta Italia.
Al cuore della protesta vi sono l’impennata dei canoni di locazione, la scarsità di soluzioni abitative a costi sostenibili e la cronica mancanza di posti nelle residenze universitarie. Secondo i manifestanti, questi fattori rischiano di snaturare il diritto allo studio, trasformandolo in un privilegio riservato a chi dispone di maggiori risorse economiche familiari. L’atto simbolico di piantare le tende in prossimità delle aule universitarie serve a dare un volto concreto alle difficoltà di chi è costretto a trasferirsi per seguire i corsi: l’affitto, infatti, costituisce una delle voci di spesa più ingenti per gli studenti lontani da casa, gravando in modo significativo sui bilanci delle famiglie.
Le ripercussioni di questo scenario sono evidenti anche sulle possibilità di accesso all’istruzione superiore. Per molti nuclei familiari, far fronte alle spese di affitto, bollette e sostentamento è diventato un ostacolo insormontabile, spingendo alcuni giovani a sobbarcarsi pendolarismi estenuanti o, nelle situazioni più drammatiche, ad abbandonare del tutto il percorso accademico. Con questa azione, gli studenti rivendicano misure strutturali per arginare l’emergenza, chiedendo in primo luogo un potenziamento del parco alloggi pubblico dedicato agli universitari e politiche in grado di calmierare o rendere più accessibili i prezzi degli affitti.
La manifestazione leccese si colloca in un contesto nazionale in cui il costo della vita e della casa rappresentano uno degli scogli principali per chi studia lontano dalla propria città. Lo scopo della mobilitazione è tenere alta la pressione sulle istituzioni per ottenere risposte tangibili, ribadendo un concetto fondamentale: garantire il diritto all’università non significa solo permettere l’immatricolazione, ma assicurare anche le condizioni economiche necessarie per frequentare e portare a termine gli studi.
A dare ulteriore forza alla protesta è arrivata anche l’adesione ideale della Fillea Cgil di Lecce. Il sindacato ha colto l’occasione per invitare a un allargamento dello sguardo sulle condizioni economiche più generali dei giovani lavoratori, sottolineando l’indifferibile necessità di potenziare e rilanciare l’edilizia residenziale pubblica.
Di Nicolò Conti

Foto di LeccePrima

Caterina Sollazzo

GIORNALISTA

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