TORRE SANTA SUSANNA, INSULTI E SCHIAMAZZI IN STRADA: LA SEGNALAZIONE DI UN GIOVANE ALLA REDAZIONE
Un episodio spiacevole, che riporta l’attenzione sul rispetto delle persone e sulle conseguenze che determinate parole possono avere, è stato segnalato questa mattina alla nostra redazione da un giovane di Torre Santa Susanna.
Secondo quanto raccontato dal ragazzo, mentre si trovava nei pressi della propria abitazione insieme al padre per controllare la sua bicicletta, sarebbe stato avvicinato da alcuni giovanissimi a bordo di monopattini. Il gruppo avrebbe iniziato a gridare ripetutamente il suo nome e quello di un’altra persona residente nella zona, accompagnandoli con espressioni offensive riferite all’orientamento sessuale. Una situazione che, sempre secondo il suo racconto, si sarebbe verificata davanti al padre e ad alcune persone affacciate dalle proprie abitazioni. L’episodio, inoltre, non si sarebbe concluso lì: poco dopo il giovane avrebbe incontrato nuovamente gli stessi ragazzini mentre si stava recando a fare la spesa per casa.
A colpirlo, racconta, non sono stati soltanto gli schiamazzi, ma soprattutto il contenuto delle parole pronunciate pubblicamente e ad alta voce.
«Credo che non si possa vivere così in una comunità», scrive nel messaggio inviato alla redazione, richiamando anche il problema dei giovanissimi che circolano per le strade con i monopattini e, in alcuni casi, disturbano i residenti. Il giovane pone soprattutto una questione educativa, sottolineando come determinati comportamenti non possano essere liquidati semplicemente come un modo per “sfogarsi”.
Al di là dell’episodio segnalato, che resta affidato al racconto del diretto interessato, emerge una riflessione che riguarda l’intera comunità. Essere adolescenti non può trasformarsi in una giustificazione per deridere o umiliare qualcuno, tanto meno utilizzando il suo orientamento sessuale, reale o presunto, come motivo di scherno.
Il rispetto si impara prima di tutto attraverso l’educazione. E proprio quando protagonisti di determinati comportamenti sono giovanissimi, il compito degli adulti non dovrebbe essere quello di minimizzare, ma di spiegare loro quanto una parola pronunciata per gioco o per provocazione possa diventare profondamente offensiva per chi la riceve.
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