ARCHEODISABILITY, PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO ALLE SORELLE NAZARENA E SWAMI SAVINO
Prestigioso riconoscimento per ARCHEODISABILITY, il progetto culturale innovativo fondato e presieduto dalle dottoresse Nazarena e Swami Savino, insignite del Premio Città delle Tagghjate di San Giorgio Jonico.
Il premio è stato conferito alle sorelle Savino per il significativo contributo offerto alla promozione di una cultura realmente accessibile e inclusiva, capace di abbattere non soltanto le barriere architettoniche, ma anche quelle culturali e sociali.
Particolarmente significativa la motivazione che accompagna il riconoscimento: «Alle sorelle Nazarena e Swami Savino, fondatrici e presidenti di ARCHEODISABILITY, progetto culturale innovativo che ha rivoluzionato il concetto stesso di accessibilità al patrimonio artistico e culturale. A due eccellenze della nostra terra, per aver dimostrato che la cultura non è privilegio, ma patrimonio condiviso, rendendo musei e siti archeologici realmente fruibili a bambini con autismo, sindrome di Down e neurodivergenze. Abbattendo barriere architettoniche, culturali e sociali. Esempio luminoso di eccellenza accademica, resilienza e innovazione al servizio della collettività».
ARCHEODISABILITY rappresenta oggi una realtà concreta e riconosciuta sul territorio. Il progetto nasce con l’obiettivo di rendere il patrimonio archeologico, storico e artistico accessibile a tutti, ponendo al centro le persone con disabilità e neurodivergenze. Attraverso un approccio innovativo, l’iniziativa promuove una nuova concezione della fruizione culturale, fondata sull’inclusione, sulla partecipazione e sul diritto universale alla conoscenza. Musei e siti archeologici diventano così luoghi da vivere e condividere, nei quali ogni persona possa sentirsi pienamente accolta. Il Premio Città delle Tagghjate testimonia il valore del percorso intrapreso da Nazarena e Swami Savino, premiandone l’impegno accademico, culturale e sociale. Allo stesso tempo, riconosce in ARCHEODISABILITY un modello capace di trasformare l’accessibilità da principio teorico a esperienza concreta. Un riconoscimento che valorizza non soltanto il lavoro delle due fondatrici, ma anche la visione che ne guida l’impegno: la cultura appartiene a tutti e nessuno deve essere escluso dalla possibilità di conoscerla, viverla e condividerla.
