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INTEGRAZIONE SCOLASTICA, RIDOTTE LE ORE DI ASSISTENZA: INTERVENGONO RAFFAELE MISSERE E CHIARA SARACINO

La riduzione delle ore destinate al servizio di integrazione scolastica degli studenti con disabilità continua ad alimentare preoccupazioni e polemiche nei Comuni appartenenti all’Ambito territoriale sociale Br4. Con l’avvio del nuovo anno scolastico, il monte ore settimanale passa temporaneamente da 12 a 9 ore per gli utenti riconosciuti ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104 del 1992 e da 9 a 6 ore per quelli rientranti nel comma 1. Una decisione che coinvolge direttamente minori, famiglie e operatori del settore.
A esprimere il proprio parere sulla vicenda è l’avvocato Raffaele Missere, che interviene con parole nette sulla funzione del Consorzio e sulle conseguenze della riduzione dell’assistenza.
«Quando un ente pubblico fallisce il proprio obiettivo ed è costretto a ridimensionare gli interventi rivolti soprattutto alle persone con disabilità, vuol dire che quell’ente pubblico – o, come nel nostro caso, un Consorzio d’Ambito finalizzato proprio all’assistenza dei più deboli e bisognosi – ha fallito il proprio progetto e la propria ragion d’essere», afferma Missere.
L’avvocato chiede quindi un’attenta valutazione dei dati forniti dal Consorzio e un confronto con i rappresentanti di tutti i Comuni che ne fanno parte. «Occorre effettuare un’attenta valutazione dei dati che questi signori del Consorzio ci forniscono e invitare tutti i rappresentanti dei Comuni presenti al suo interno, fatta eccezione naturalmente per la rappresentante di Torre Santa Susanna, che ricopre la presidenza del Consorzio e difficilmente dirà di aver sbagliato, a verificare quali siano stati gli errori che hanno portato a una diminuzione dell’assistenza, soprattutto nei confronti dei minori con problematiche differenti». Missere richiama inoltre l’attenzione sul valore concreto delle ore sottratte al servizio, che non rappresenterebbero soltanto un dato numerico. «Quelle ore di assistenza in più servono anche a trovare un sistema che consenta alla famiglia di gestire meglio la quotidianità, specialmente quando parliamo, per esempio, di bambini autistici». Il Consorzio Ats Br4, dal canto suo, ha spiegato che la rideterminazione temporanea del monte ore si sarebbe resa necessaria per scongiurare una crisi finanziaria dell’Ente e assicurare la continuità del servizio. Il progressivo aumento del fabbisogno sul territorio avrebbe infatti reso non più sostenibile il precedente modello rispetto alle risorse disponibili, provenienti dai trasferimenti regionali e statali e dai bilanci comunali. Secondo quanto comunicato dalla presidenza del Consorzio, già nell’agosto del 2025 il Consiglio di amministrazione aveva evidenziato la necessità di ridimensionare il monte ore. Il successivo ripristino delle prestazioni ordinarie, disposto sulla base di rassicurazioni economiche che si sarebbero poi rivelate insufficienti, avrebbe determinato un’esposizione debitoria vicina ai due milioni di euro. Per il nuovo anno scolastico, i sindaci dei Comuni coinvolti hanno aumentato la compartecipazione degli enti fino a coprire il cento per cento delle spese trasferite dalla Regione, impegnando anche ulteriori risorse provenienti dai rispettivi bilanci. Nonostante questo intervento, la riduzione delle ore è stata presentata come una misura straordinaria e temporanea, necessaria per mettere in sicurezza il servizio.
Il Consorzio ha inoltre annunciato l’intenzione di rivalutare un possibile aumento delle ore durante l’anno scolastico, qualora dovessero rendersi disponibili nuove risorse, e di programmare un graduale ritorno agli standard ordinari, salvaguardando nello stesso tempo l’occupazione e l’attività degli operatori. Sulle dichiarazioni della presidente del Consorzio interviene anche Chiara Saracino, assessore ai Servizi sociali del Comune di Erchie.
«Leggo con soddisfazione le dichiarazioni della presidente. Aver preso coscienza che il problema esiste e che deve essere risolto rappresenta un passo avanti», afferma Saracino.
L’assessore auspica ora che gli impegni annunciati trovino concreta attuazione. «Spero che le promesse di rivedere e rimettere ordine nella gestione siano mantenute, perché soltanto in questa maniera potremo risanare una situazione divenuta davvero ingestibile e, soprattutto, ingiusta per chi vive una condizione di disabilità». Saracino torna poi sulle osservazioni già formulate nelle sedi istituzionali e sulle conseguenze che, a suo giudizio, avrebbero avuto alcune decisioni adottate in passato. «Ho sempre sostenuto, nelle sedi opportune, la necessità di rivedere la gestione dei servizi dell’Ambito, perché la scelta di stabilizzare diversi dipendenti avrebbe irrimediabilmente compromesso la gestione ordinaria dei servizi».
Le motivazioni economiche e amministrative illustrate dal Consorzio non hanno fermato le contestazioni. La riduzione ha già provocato prese di posizione politiche, proteste dei lavoratori e dei sindacati e la decisione della consigliera comunale di Erchie Agnese Cavallone di rassegnare le dimissioni. Al centro del confronto restano gli effetti che una minore assistenza potrebbe produrre sul percorso scolastico degli studenti con disabilità e sull’organizzazione quotidiana delle loro famiglie. Gli interventi di Raffaele Missere e Chiara Saracino riportano quindi l’attenzione sulla necessità di verificare le scelte compiute e rivedere la gestione dei servizi. Dietro il calcolo delle ore e l’esigenza di riequilibrare i conti restano i bisogni dei ragazzi e delle famiglie, per i quali anche poche ore di assistenza possono fare una differenza concreta.

Caterina Sollazzo

GIORNALISTA

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