MANTENIMENTO DEI FIGLI, LA CASSAZIONE DETTA NUOVE REGOLE
La Corte di Cassazione, con tre recenti e significative pronunce (ordinanze n. 25403 e 25421 del 16 settembre 2025 e n. 25534 del 17 settembre 2025), ha ridefinito i criteri per il calcolo dell’assegno di mantenimento dei figli, minori o maggiorenni non ancora economicamente autosufficienti, nei casi di separazione.Il nuovo orientamento supera il tradizionale metodo basato sul semplice confronto dei redditi dei genitori, imponendo ai giudici un’analisi più completa che tenga conto di una pluralità di fattori: esigenze attuali dei figli, tenore di vita goduto in costanza di convivenza, tempi di permanenza con ciascun genitore, risorse economiche complessive e valore del lavoro di cura svolto in ambito domestico.Il principio della “bidimensionalità”Secondo la Cassazione, il contributo al mantenimento ha una duplice natura:
-Verso i figli, fondato sull’uguaglianza, che garantisce a tutti i minori lo stesso diritto a essere mantenuti e sostenuti moralmente, indipendentemente dallo status matrimoniale dei genitori.
-Tra i genitori, regolato dal principio di proporzionalità, che obbliga entrambi a contribuire in misura commisurata alle rispettive disponibilità economiche e capacità lavorative, anche casalinghe.
Oltre il reddito: un sistema flessibile
Richiamando l’art. 316-bis del Codice civile, la Corte chiarisce che non si tratta di un calcolo automatico basato su percentuali di reddito. I giudici devono considerare patrimoni, rendite, spese sostenute e persino la capacità lavorativa inespressa di un genitore disoccupato ma in grado di lavorare. In caso di sospetta inattendibilità delle dichiarazioni fiscali, è ammessa la ricostruzione del tenore di vita e, se necessario, l’intervento della polizia tributaria.
I cinque parametri guida
L’ordinanza n. 25421/2025 individua i criteri fondamentali per la quantificazione dell’assegno:
1. esigenze attuali del figlio
2. tenore di vita durante la convivenza dei genitori
3. tempi di permanenza con ciascun genitore
4. risorse economiche complessive dei genitori
5. valore economico del lavoro domestico e di cura.
Focus sul presente
La valutazione deve essere ancorata alla situazione attuale, senza ipotesi su redditi o tenori di vita futuri. Sono ammesse proiezioni solo in relazione a eventi prevedibili e ordinari, come il percorso scolastico.
L’aumento automatico con la crescita dei figli
Infine, con l’ordinanza n. 25534/2025, la Suprema Corte ha stabilito che l’incremento naturale delle esigenze dei figli al crescere dell’età costituisce un fatto notorio: sufficiente, da solo, a giustificare un aumento dell’assegno, anche senza mutamenti nelle condizioni economiche del genitore obbligato.Un cambio di prospettiva che segna un passo verso un sistema più realistico ed equo, capace di rispondere alle reali necessità dei minori e di riconoscere pienamente l’apporto, economico e non, di entrambi i genitori.
