Il Nonno…..e quelle ”emozioni ritrovate”.
Quando passi più lenti rallentano l’andare
e parole più sagge dicono del tempo vissuto
i pensieri sono nuovi compagni di viaggio.
A volte tornano in sogno su cadenti aquiloni
volando verso ricordi che riportano gioie ed emozioni.
Ricordo un mattino dal sole tiepido d’inverno,
un “piccolo fiore” spunto nell’umano giardino della vita
e una Mamma regalò al mondo la sua creatura.
Una luce dorata, riflessa nei campi brinati
allungava di ombre i rami argentati
dei maestosi ulivi che adornavano la strada
e si correva impazienti incontro a quel cucciolo d’uomo.
Un roseo corpicino adagiato sereno sul corpo di Madre
ravviva di nuovi colori uno sguardo d’abitudine velato
ed al cuore affranto ritornano sopite sensazioni.
Il Nonno ora cerca un cantuccio per piangere di felicità,
mentre improvviso sente la “voglia di ricominciare”,
perché non pensa più al suo di tempo e spera di averne ancora tanto.
Come un paziente contadino avrà cura di “quel fiore” appena nato,
finché come pianta rigogliosa non sarà protesa al sole.
A quel nipote vorrà parlargli più di quanto non fatto coi figli,
e gli racconterà quello che la vita gli ha insegnato.
Già immagina di volergli perdonargli qualche peccatuccio
con l’umiltà di chi sa di aver sbagliato tante volte.
Per lui ricorderà le favole ed i racconti con cui sognava da bambino;
con lui giocherà, illudendosi di poter rivivere i suoi tempi
quando in strada, senza pericoli, si rotolava nella polvere.
Forse non saprà più giocare e, allora, chiederà al suo “nipotino”
di fargli vedere come si cade per terra, poi rialzarsi e riprendere a correre,
ma vorrebbe vincere per avere il premio più bello: una sua carezza.
Dopo un po’ sentirà il bisogno di una panchina su cui riposare,
ma “il suo bimbo” continuerà a giocare sicuro,
perché i suoi pur deboli occhi
lo guarderanno per essere pronto ad aiutarlo
e quel Nonno, senza che Lui lo sappia
sarà felice e più ricco d’amore per il mondo intero.
Nicola Muscogiuri
