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L’AGONIA DI CARLA: “NESSUNA RISPOSTA È UN SUPPLIZIO”. LE RICERCHE DI MIMMO PIEPOLI SI ESTENDONO FINO A GRECIA E ALBANIA

Sono passati 18 giorni e l’angoscia di Carla cresce ogni ora di più. “Non avere risposte è un’agonia”, racconta la moglie di Mimmo Piepoli, il kitesurfer di Erchie disperso nelle acque di Porto Cesareo dall’1 maggio. Un dolore che si trasforma in appelli continui, nella speranza che qualcuno possa vedere qualcosa, trovare un segnale, riportare una traccia dell’uomo scomparso in mare insieme alla sua attrezzatura.
Le ricerche, mai fermate del tutto, si stanno allargando anche verso le coste dell’Albania e della Grecia. Carla spera che Mimmo possa aver raggiunto qualche isola o altre zone costiere e continua a chiedere che le ricerche non vengano interrotte, aggrappandosi alla speranza di poterlo ritrovare.
Il fatto che non siano stati trovati né la vela né la tavola da kitesurf alimenta interrogativi e paure. “È strano che non abbiano trovato niente”, ripete Carla in uno sfogo carico di disperazione e speranza. La moglie di Mimmo non esclude neppure l’ipotesi che il marito possa trovarsi ricoverato in qualche ospedale fuori regione. “Io ho il dubbio che sia in qualche ospedale, da qualche parte fuori regione… oppure che sia su un’isola”, confida con la voce spezzata dall’attesa e dalla paura. Per questo lancia un appello affinché vengano controllate anche le isole vicine e gli ospedali. Intanto la comunità di Erchie continua a stringersi attorno alla famiglia Piepoli. Sui social vengono condivisi appelli, fotografie e richieste di collaborazione. A chiunque dovesse avvistare una vela o una tavola da kitesurf sulle spiagge, sulle basse scogliere o lungo le coste viene chiesto di contattare immediatamente le autorità competenti e la famiglia, perché ogni dettaglio potrebbe risultare fondamentale per orientare le ricerche.
Nel dolore di queste ore resta viva la speranza di Carla, che continua a lottare contro il tempo e contro il silenzio del mare, aggrappandosi all’idea che Mimmo possa ancora trovarsi da qualche parte, in attesa di essere ritrovato.

Caterina Sollazzo

GIORNALISTA

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