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FRANCAVILLA FONTANA INVESTE SUGLI ASILI NIDO, MA RESTA APERTA LA QUESTIONE DEL PUNTO NASCITA

Diventare genitori è una delle esperienze più importanti della vita, un percorso fatto di emozioni, aspettative, responsabilità e, inevitabilmente, anche di preoccupazioni. Oggi, per molte giovani coppie, la decisione di mettere al mondo un figlio si accompagna a interrogativi legati alla stabilità economica, al lavoro e alla possibilità di conciliare gli impegni quotidiani con la crescita dei bambini. A Francavilla Fontana, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonello Denuzzo ha scelto di investire nei servizi per la prima infanzia, con l’obiettivo di rendere la città sempre più vicina alle esigenze delle famiglie. Un percorso che ha visto, lo scorso 25 settembre, l’inaugurazione del nuovo asilo nido di via Bilotta, realizzato attraverso il recupero di un edificio rimasto inutilizzato per decenni. Una struttura con ambienti ampi e luminosi, spazi dedicati alle attività educative e un’area esterna attrezzata, destinata ad accogliere i bambini nella fascia d’età da zero a tre anni.
L’iniziativa rientra in un programma più ampio che comprende anche i nuovi plessi di via Zullino e via Nazario Sauro. Complessivamente, l’amministrazione ha destinato circa 900mila euro di risorse comunali, ai quali si aggiungono i finanziamenti ottenuti attraverso il PNRR. L’obiettivo dichiarato è aumentare la disponibilità di posti negli asili nido, ridurre le liste d’attesa e offrire un sostegno concreto ai nuclei familiari.
Ma il significato di questi investimenti va oltre la semplice realizzazione di nuovi edifici scolastici. La presenza di servizi educativi accessibili rappresenta infatti un elemento fondamentale per consentire ai genitori, e soprattutto alle madri, di non dover rinunciare alla propria occupazione. Ancora oggi, molte donne si trovano davanti a una scelta difficile: continuare a lavorare oppure dedicarsi completamente alla cura dei figli. Una decisione che spesso non nasce da una libera volontà, ma dalla mancanza di alternative, di sostegno familiare o di servizi adeguati. Non tutte le mamme possono contare sulla presenza dei nonni o di altri parenti disponibili ad aiutarle quotidianamente.
Poter accompagnare il proprio bambino in un asilo nido, sapendo di affidarlo a personale qualificato e in un ambiente sicuro, significa affrontare con maggiore serenità gli impegni lavorativi. Significa anche conservare la propria indipendenza economica, contribuire alla stabilità della famiglia e non dover mettere da parte aspirazioni e progetti personali. Gli stessi servizi per l’infanzia possono inoltre rappresentare un’opportunità occupazionale per educatrici, operatori e altre figure professionali coinvolte nella gestione delle strutture. L’investimento negli asili nido assume quindi un valore sociale che riguarda non soltanto i bambini, ma l’intera comunità. Una città che sostiene le famiglie è anche una città che riconosce l’importanza del lavoro femminile e della libertà di ogni donna di scegliere il proprio percorso.
Tuttavia, accanto a questo impegno, a Francavilla Fontana rimane aperta una questione altrettanto importante, che riguarda proprio il momento in cui una nuova vita viene al mondo.
All’ospedale Dario Camberlingo il punto nascita è chiuso dall’aprile del 2023. Una sospensione inizialmente motivata dalla grave carenza di personale medico, che nel tempo si è trasformata in una situazione prolungata, costringendo le future mamme a rivolgersi ad altre strutture ospedaliere per partorire.
Il parto rappresenta un momento particolarmente delicato nella vita di una donna. È l’attesa di un incontro desiderato per mesi, ma è anche un’esperienza fisica ed emotiva intensa, durante la quale il bisogno di sentirsi protette, assistite e rassicurate assume un significato ancora più profondo.
Ogni gravidanza è diversa, così come ogni parto. Ci sono donne che affrontano quei momenti con tranquillità e altre che vivono paure, incertezze e preoccupazioni. Sapere di poter contare su un punto nascita vicino alla propria abitazione può rappresentare un elemento importante di serenità, soprattutto quando si avvicina il momento del travaglio. Per una futura mamma, dover raggiungere un ospedale fuori città significa anche organizzare uno spostamento proprio quando il tempo, le condizioni fisiche e le necessità di assistenza possono diventare determinanti. Una difficoltà che può pesare maggiormente su chi non dispone di un mezzo di trasporto, vive sola o non può contare sull’aiuto immediato dei familiari.
La sicurezza sanitaria resta naturalmente la priorità assoluta. Un punto nascita deve poter garantire personale sufficiente, competenze e condizioni organizzative adeguate. Ma proprio per questo la chiusura prolungata del servizio al Camberlingo continua a rappresentare una questione che merita attenzione e risposte.
Le attività ambulatoriali e di monitoraggio ostetrico non equivalgono infatti alla possibilità di partorire nella propria città. La mancanza di un punto nascita riguarda non soltanto Francavilla Fontana, ma anche le famiglie dei comuni vicini che per anni hanno fatto riferimento alla struttura ospedaliera.
Si crea così un contrasto che invita a riflettere. Da una parte una città che amplia i servizi destinati ai bambini, investe nell’educazione e cerca di rendere più semplice la quotidianità dei genitori. Dall’altra, la difficoltà di garantire sul territorio un servizio sanitario fondamentale proprio nel momento della nascita. Sono due aspetti distinti, che coinvolgono competenze e responsabilità istituzionali differenti, ma che finiscono inevitabilmente per incontrarsi nella vita delle famiglie.
Il sindaco Denuzzo ha più volte sottolineato come la disponibilità di asili nido possa contribuire a contrastare le difficoltà che scoraggiano molte coppie dal diventare genitori. Un problema che non riguarda soltanto Francavilla Fontana, ma l’intero Paese, dove la denatalità continua a rappresentare una delle principali sfide sociali e demografiche. Eppure, sostenere la scelta di avere un figlio significa accompagnare una famiglia lungo un percorso che comincia ben prima dell’ingresso all’asilo. Significa garantire attenzione alla salute della donna durante la gravidanza, assistenza adeguata al momento del parto e servizi capaci di rispondere alle esigenze dei genitori negli anni successivi.
L’apertura di nuovi asili nido rappresenta senza dubbio un segnale positivo per la città degli Imperiali, soprattutto per quelle mamme che desiderano continuare a lavorare senza vivere la maternità come un ostacolo alla propria autonomia. Ma il futuro delle famiglie passa anche dalla qualità dell’assistenza sanitaria e dalla possibilità di affrontare uno dei momenti più importanti della vita senza ulteriori preoccupazioni legate alla distanza dai servizi. Una città davvero amica delle famiglie non è soltanto quella che accoglie e accompagna i bambini mentre crescono, ma anche quella che riesce a garantire alle donne attenzione, sicurezza e assistenza fin dal momento in cui si preparano a diventare madri.

Caterina Sollazzo

GIORNALISTA

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